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RP studio Francesco Calzolari Marco Filippucci Andrea Fiorini architetti associati

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Senior City

Cortina d'Ampezzo, (BL)
concorso in due gradi
con Camilla Casadei Maldini architetto, Marco Rinaldi ingegnere, Benedetta Malaisi architetto

Pomagagnon, Faloria, Croda da Lago e Becco di Mezzodi, Cinque Torri, Tofane con l'imponente tofana di Rozes, e sullo sfondo Cristallo, Pelmo, Nuvolao e Averao. Lo sguardo di fronte a tale imponente spettacolo della natura che spazia decisamente a 360 gradi intorno cerca l'orizzonte montano per assorbirne l'imponenza e si scosta dagli elementi che ne perturbano la fruizione.
Sintesi delle linee guida e dei risultati progettuali alcuni dei quali saranno di seguito approfonditi: • ricerca delle situazioni di relazione sociale ricche e varie attraverso lo sviluppo spaziale degli ambienti interni ed esterni, • il percorso dinamico sia interno sia esterno, inteso come base della vita sociale, fonte di occasioni quotidiane di scambio e incontro, • armonizzazione dell’edificio con il contesto naturale ed antropico, • rispetto e reinterpretazione dei canoni della tradizione edilizia dell’ampezzano, • impianto planimetrico che crea inquadrature su punti di interesse dell’intorno, • ingressi su entrambi i livelli di accesso al lotto ed eliminazione delle barriere architettoniche, • inserimento ad entrambi i livelli di accesso di parcheggio per cicli, • affacci delle residenze sull’intorno ed orientamento nord sud dei blocchi, • interramento di gran parte dei posti auto al fine di lasciare libera superficie a prato in quantità maggiore possibile, • rimodellazione del rapporto tra il lotto di intervento ed il lotto adiacente a migliorarne l’integrazione funzionale, • spazi di socializzazione e di utilizzo quotidiano degli esterni attraverso orti comuni e giardini in autocostruzione, • realistica possibilità di realizzare il secondo lotto limitando al minimo l’impatto di cantiere sul primo, • benessere e comfort degli ambienti attraverso scelte tecnologiche mirate al risparmio energetico ed alla durabilità nel tempo.
Il progetto si confronta con la considerazione di base espressa nell’introduzione e cerca di declinare e prendere spunto dagli elementi forti dell'intorno nella generazione delle sue proprie forme. L'impianto di progetto prende forma dalla interpolazione di alcune delle risorse ritenute più forti nell'area e nell'intorno ambientale naturale ed antropico emersi in sede di lettura cartografica e dal sopralluogo sull'area e nell'intorno dell'area di progetto. Il crinale del Pomagagnon la declinazione del crinale nel progetto è resa attraverso la soluzione delle coperture dei corpi che emergono dalla porzione ipogea. I tre blocchi contenenti gli alloggi sono trattati alla stregua di massicci dolomitici che emergono dal piano verde senza entrare nella citazione didascalica, ma attraverso una elaborazione della pelle e delle inclinazioni delle falde che diventano facce diverse di un unico volume.
La pendenza.
Nel bando sono espresse diverse esigenze, quali, gli affacci sull'intorno, la necessità di realizzare la Senior City in due fasi successive, l'insediamento di ampi spazi di relazione e di socialità fino a esigenze più meramente tecniche e distributive quali gli accessi pedonali e carrabili, la gestione di esigenze cantieristiche in più fasi. Si è ritenuto per questo motivo di sfruttare la pendenza rilevante presente sul lotto per potere organizzare e concertare queste tematiche in un unica visione progettuale. In particolare le curve di livello danno un ordine e una guida ai corpi di fabbrica degli alloggi che emergono dal pendio. Considerata la conformazione geometrica del lotto tale soluzione consente di sfruttare appieno la superficie edificabile, semplificare le connessioni sia interne che esterne, ottimizzare gli accessi carrabili e pedonali.
Il sociale nel progetto.
Base concettuale del progetto è la relazione sociale. Il percorso è inteso come occasione quotidiana di scoperta, sorpresa, incontro e scambio. E’ attraverso il percorrere che il residente raggiunge la propria abitazione ed è durante questa traversata che si possono innescare meccanismi di incontro e scambio simili a quelli dei nuclei di edifici dell'intorno. Su questo immaginario fil rouge si innestano gli spazi della socialità e delle attività quotidiane. Chi attraversa gli ambienti può imbattersi in situazioni differenti, può decidere di fermarsi a salutare un amico, passare per un orto e coglierne i frutti, aggregarsi ad una iniziativa di gruppo. L'obiettivo è dare un rilievo ed una visibilità comunitaria delle attività comuni della Senior City, creare le occasioni alla partecipazione, mettere in relazione i propri abitanti tra loro e con l'esterno.
Scelte planimetriche ed altimetriche.
Il progetto si svolge attraverso spazi orizzontali e spazi verticali. Le due tipologie di andamento corrispondono anche a differenze di uso sostanziali. L’orizzontalità è legata agli usi sociali, quindi racchiude in se tutte quelle funzioni che interessano collettivamente gli abitanti. Questa trova luogo nella porzione ipogea del progetto che si snoda sotto gli edifici residenziali creando una piastra di servizio a tutto il nucleo Senior City. La qualità intrinseca di tale porzione è il percorso attraverso una successione di ambienti di diverso utilizzo. La distribuzione verticale serve per raggiungere livelli differenti di percorso. I ballatoi, più riservati, sono un filtro tra il privato della residenza ed il semi pubblico della piastra ipogea. Anche questi elementi sono concepiti per essere sfruttati come luoghi di incontro e scambio nell’ambito più ristretto del vicinato. Questa distribuzione prende spunto dagli innumerevoli esempi di ballatoio della zona e si basa su una sezione con parte bassa vetrta e parte alta chisa e rivestita con una pelle in legno, che vuole citare reinterpretandoli i canoni della tradizione costruttiva locale.
Gli accessi.
Il complesso è dotato di due accessi a differenti livelli in modo da evitare ai residenti dislivelli o percorsi troppo lunghi per entrare nel complesso. I due ingressi confluiscono in una unica hall a doppio volume con portineria e uffci. I due livelli corrispondono uno alla zona a parcheggio dell’edificio adiacente e uno alla quota di accesso a tale edificio. Attraverso alcune operazioni planimetriche che coinvolgono il parcheggio esistente si è ottenuto lo spazio adeguato per dare visibilità e credibilità al sistema di accesso pedonale e ciclabile della Senior city. Così come nella porzione più bassa si è cercato di rendere il marciapiede pedonale che collega il lotto alla fermata del mezzo pubblico, parte di un sistema di viabilità, parcheggi, mobilità ciclo/pedonale, che riteniamo possa migliorare il rapporto tra i due lotti adiacenti. Nella parte bassa sono previsti inoltre gli accessi carrabili che conducono ai parcheggi interrati o che possono essere utilizzati dai mezzi di emergenza o servizio per raggiungere e sostare in adiacenza alla hall di ingresso.
I canali verdi e la piastra ipogea.
La piastra ipogea occupata dagli spazi di socialità, hobby e attività fisica è solcata da due lingue di verde che la attraversano parallelamente ai blocchi delle residenze e rendono le parti della piastra al di fuori del sedime degli edifici, zone fuori terra affacciate su due lati idonee allo svolgimento delle attività. E' attraverso e all'interno di tali canali che si sviluppano le relazioni sociali esterne. Nella piastra sono invece contenute tutte quelle funzioni richieste nell'ambito della comunità. Esse si sviluppano tutte sulla stessa quota planimetrica in modo da rendere facili gli spostamenti ed evitare barriere architettoniche.
Orientamento.
Gli affacci della piastra sono prevalentemente nord-sud in modo da garantire durante il giorno una maggior insolazione anche invernale, mentre gli alloggi sono prevalentemente orientati est-ovest. Presumibilmente infatti la fruizione degli spazi ipogei comuni avverrà nelle ore centrali diurne, mantre l'insolazione serale e mattutina premierà gli alloggi nei momenti in cui i nuclei famigliari sfrutteranno le zone giorno dei propri alloggi. Per dare maggiore qualità agli spazi di affacci degli alloggi non sono previste terrazze aperte, ma logge che garantiscono una maggiore fruibilità anche nel periodo invernale e creano un filtro solare migliore durante quello estivo.
Pelle e cenni di scelte materiche.
Gli edifici fuori terra che contengono gli alloggi sono finiti con una pelle di legno di larice che sottolinea le facce spezzate dei volumi attraverso diverse tessiture e pose. La stessa pelle è utilizzata sia in facciata che in copertura in modo da rendere i volumi elementi plastici senza soluzione di continuità. La scelta del larce coglie due obiettivi. Uno è la resistenza, la durabilità di tale tipo di legno nel tempo oltre ad essere un'essenza facilmente reperibile in loco. In secondo luogo la caratteristica cromatica mutevole che nel tempo tenderà alla stonalizzazione andando verso un cromatismo simile a quello dei crinali e dei gruppi montuiosi dell'intorno. Integrati su questa pelle ci saranno pannelli sia solari che fotovoltaici che produrranno una buona quota di energia per l'autoconsumo. La parte ipogea sarà invece trattata con calcestruzzo a vista con grana grossa mentre i percorsi e le zone pavimentate saranno finite in porfido locale o addirittura in tavole di legno grezzo di produzione locale.

RP studio - Calzolari, Filippucci, Fiorini — seniorcity

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